mercoledì 11 gennaio 2012

Velarsi in Giordania

 In tempi in cui la nazione islamica più laica (la Turchia) ammette l'utilizzo del velo per le studentesse in università, è fisiologico guardare con rinnovata preoccupazione alla prospettiva d'espansione di una cultura che, nel suo passato anche recente, è arrivata a noi spesso con le immagini di donne vessate e segregate, quando non di peggio.
Proprio perché le esperienze dirette sono generalmente le migliori, va detto però che la popolazione femminile osservata in Giordania appariva tutt'altro che vittima di imposizioni o fronteggiamenti. Più e più volte, nell'arco di una settimana, abbiamo visto donne velate ed altre vestite in modo “occidentale” condividere i sedili di un mezzo pubblico o il divano di un pub, darsi la mano nella fila di una classe scolastica, o affollare una accanto all'altra un negozio di spezie. In nessun caso sembravano fronteggiarsi, all'opposto - specie quelle in età scolare, com'è normale – erano coinvolte in atteggiamenti amichevoli o spensierati; nessuna “barriera” insomma pareva porsi tra loro in funzione del velo, semplicemente un diverso modo di vestirsi. Un'impressione apparsa particolarmente viva osservando le scolaresche a Madaba, o in particolare le allieve di una scuola turistica così entusiaste e gentili nel porci un questionario all'ingresso nel deserto di Wadi Rum.
L'approfondimento, tuttavia, si è fermato qua: non abbiamo insomma la prova provata che chi indossa il copricapo lo faccia effettivamente per scelta, e non per imposizione. Certo, nella mentalità giordana persiste una certa subalternità della donna al ruolo dell'uomo, che infatti può scegliere di avere ancora fino a 4 mogli (“ma solo per riparare alle eventuali scappatelle”. Diceva la nostra guida Ibraim), al contrario di quanto può fare la donna. Tuttavia la popolazione femminile sembrava tutt'altro che circondata da un'atmosfera cupa. E, col beneficio d'inventario, ci piace confidare che, almeno in molti casi, la scelta del velo sia uno “star meglio con sé stesse” cui eventualmente poter fare a meno, da domani per sempre o solo in certi intimi (e intensissimi) momenti. 


(novembre 2007)

Nessun commento:

Posta un commento