martedì 10 gennaio 2012

RODI, I SORRISI DI LAVARONE

 La risorsa più grande di Rodi oggi, e forse di tutta la Grecia, non è il mare; né le giornate di bello stabile, o la assortita cucina. L'arma in più è l'efficacia del sorriso, la dote forse innata ed irripetibile con cui il commerciante, il tassista o il semplice passante riesce a convincerti delle sue tesi, in tono spontaneo e discreto, senza che tu lo viva come una forzatura.

Succede così anche in un luogo ameno quanto splendido, a metà di un giorno feriale di metà giugno. E' alla cima del percorso di visita alla Valle delle Farfalle che si staglia una piccola chiesa ortodossa, pareti bianche all'esterno, come tante in tutto il paese. Senonché d'intorno alla chiesa c'è una piazzetta in miniatura: su di un lato, 3 o 4 tavolini offrono riparo all'ombra di alcuni alberi, e soprattutto offrono lo sguardo sul mare, e su una costa turca che, di rimpetto, sembra proprio a portata di mano. Di fianco nel piazzale, un caseggiato di due stanze: nella prima, un anziano signore popola solitario un salotto, guardando la televisione; nell'altra, tre donne si agitano tra fornelli. Due di loro friggono triglie o frittelle di miele a mandorle, l'altra si interfaccia ai turisti, ovvero a gente in cerca di un ristoro non vistoso ma efficace, come si confa alla situazione. Negli occhi della donna, neri come i corti capelli, scintilla la determinazione di che sa di dover tener testa a visitatori d'ogni tipo e provenienza per almeno 4 mesi filati; nella sua bocca la disarmante capacità di sfoderare la parola giusta nell'idioma giusto per entrare in sintonia con lo straniero di turno; e soprattutto un sorriso che, appena accennato, rapisce più di ogni espressione a trentadue denti. Ti affacci per chiedere un semplice succo d'arancia, e nel giro di pochi secondi il tuo diniego ad assaggiare qualcosa di appena uscito dai fornelli cede, di fronte ai colpi di graziosa accoglienza di una donna pur un po' in là con gli anni, sedere più grosso del dovuto per qualche misura, andatura a passettini corti. Di lì a pochi minuti ti ritrovi a contemplare contemporaneamente la straordinarietà di quel luogo di confine, dove l'occhio riesce a cogliere in uno sguardo solo due terre che, d'insieme o contrapposte, nei secoli hanno messo in scena vicende basilari per l'umanità. Pensi anche a quante esistenze di uomini e donne ogni giorno si portano avanti in questo angolo di mondo, senza altre ambizioni di conquista se non quella di una dignitosa esistenza, turista dopo turista, o pesca dopo pesca, in grazia di salute. Pensi allora a quanto distano da tutto ciò le quotidiane fisime del tuo habitat, di quell'Occidente che si illude di far da battistrada al futuro. Poco prima hai mandato via cellulare un messaggio ad un collega: “saluti dalla valle delle farfalle”. Qui siamo nella valle delle lacrime, ti ha risposto: ti guardi intorno, spegni il cellulare, assapori un'altra frittella di mandorle. Oggi, in questo preciso istante, sei davvero in vacanza.
(giugno 2009)

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