Enzo Ferrari detestava il colore rosa,
e per questo motivo lo bandì in eterno dalla palette di possibili
personalizzazioni per le vetture con il cavallino rampante. Un puro
vezzo, che in fin dei conti rinforza ulteriormente il concetto di
esclusività che è alla base del successo planetario di quel
marchio. Un esempio, non solo per qualità di prodotto e per capacità
commerciale: Ferrari è un fenomeno in cui l'essere inarrivabile per
la maggior parte dei comuni mortali è proporzionale all'attaccamento
di quella stessa moltitudine. Di solito non prediligo questo tipo di
marchi elitari e relative storie; ma quando qualità del lavoro,
coraggio (Formula 1), storie umane e passione collettiva si uniscono
raggiungendo tali livelli, il fascino che ne consegue è innegabile e
duraturo.
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| immagine della prima sede Ferrari a Modena |
Entrare nel mondo Ferrari dove questo
ha 'casa', ovvero a Maranello, non fa che confermare queste
impressioni. Nel locale Museo Ferrari (da pochi anni affiancato
all'originaria Casa-museo Enzo Ferrari di Modena) alloggiano in
quantità monoposto originali di Formula uno e modelli “stradali”;
la ricostruzione dello studio di Enzo Ferrari e quella del paddock,
i simulatori di gara e una “hall of fame” ricca di trofei,
davvero suggestiva.
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| berlinetta Ferrari |
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| una delle monoposto che furono di Villeneuve |
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| la "hall of fame" |
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| i modellini degli 89 modelli corsa prodotti |
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| il modello da corsa più recente |
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| il primo modello da corsa prodotto |
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| uno dei motori Ferrari F1 |
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| la riproduzione del paddock |
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| la riproduzione dello studio di Enzo Ferrari |
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| alcuni dei modelli originali F1 |
Moltiplica la curiosità soprattutto la
visita all'interno della fabbrica, o meglio tra i viali che la
attraversano, compiuta a bordo di una navetta dalla quale è vietato
scattare foto. Il lavoro dei 3mila dipendenti in tuta rossa si
intravede appena, dietro ai padiglioni ed alla galleria del vento
disegnata da Renzo Piano. L'esperienza è comunque interessante,
benché non economica (15 euro l'ingresso al museo, 25 il tour); è
in linea con il posizionamento elitario, al pari del listino di
gadget e capi di abbigliamento che si ritrovano nel vicino Ferrari
Store. Proporzionalmente più economiche le tante proposte di giro in
Ferrari (guidato o non) che promamano dai garage delle vie
circostanti. Poco più in là, perfino un Istituto tecnico superiore
porta il nome (e il marchio) Ferrari. Dal 1939 questa storia ha
sempre avuto casa in questo comune, disdegnano ogni tentativo di
delocalizzazione. Ce ne andiamo con la convinzione che il “made in
Italy” continuerà ad avere un'accezione positiva fintanto che lo
farà anche il marchio Ferrari (e Maranello). E viceversa.
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| L'ingresso principale dello stabilimento |
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| L'ingresso al reparto corse |
Ciò non toglie che il buon 'fatto in
Italia” possa avere anche facce diverse. Nel giro di pochi minuti
di tragitto in auto si passa da Ferrari a Edizioni Panini, ovvero
dallo stabilimento da archistar ad una palazzina anni '60. In via
Emilio Po a Modena ha sede il marchio leader mondiale nella
produzione di figurine adesive, camuffato e immerso in un anonimo
isolato urbano, Il portone è in grigio stile condominiale; la
reception più scarna di quella di una Usl. Non c'è bookshop, men
che mai uno spazio espositivo (in centro a Modena c'è il museo della
Figurina, che però in estate resta chiuso per ben due mesi). L'unico
spazio accessibile agli esterni è l'area clienti, ovvero un open
space di forse 80 metri quadri dove una decina di operatori
rispondono a mail e telefonate esterne, in mezzo ad un arredo
quantomai essenziale. Praticamente nessuna concessione al visual
merchandising, e la pur cordiale attenzione concessa al visitatore
dal personale presente è limitata allo stretto indispensabile per
reperire figurine mancanti o collezioni complete a saldo.
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| la sede di Edizioni Panini |
Tutto un
altro mondo rispetto a Ferrari, e a ciò che immaginavamo: eppure
anche questa è la faccia di un'Italia che il mondo apprezza. Al pari
– meglio: al fianco – di luoghi come il Duomo di Modena e le
sculture animali che vi forgiò sopra Wiligelmo.
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| Duomo di Modena - particolare |
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