domenica 7 settembre 2014

2014, contrasti d'oriente in Sicilia

Calda e struggente. Opaca, controversa e intrigante. E soprattutto ricca di contrasti. Cosi' mi appare la Sicilia orientale assaggiata per la prima volta in quattro giorni a fine agosto 2014. Mai seriale, sempre diversa: da città a città, da voce a voce. Cominciando da Messina, il suo volto di benvenuto arrivando via terra-mare, quello meno ricco di passate bellezze. Giocoforza, dato il disastroso terremoto di un secolo fa e la monotona front line di palazzoni che gli ha fatto seguito con la ricostruzione.


Dirigersi verso sud in auto uscendo dalla città è già addentrarsi in un mondo a parte, rispetto al 'continente'. L'autostrada non si paga, e non perché strutturalmente priva di caselli come la Salerno-Reggio calabria, ma perché oggi i casellanti sono in sciopero per rivendicare aumenti salariali, e così sarà anche per i tre giorni a seguire. 
 
All'ora di pranzo il centro di Taormina, prima tappa giù dalla macchina, sa quanto basta di luna park turistico-commerciale. Data la calura e i tempi stretti ci priviamo del suo luogo più noto, ovvero il teatro antico con vista su mare e vulcano; a parziale risarcimento scopriamo Castelmola, abbarbicato (e ben meno affollato) borgo di quota dal quale l'Etna sembra quasi più vicino del mediterraneo, e le fuliggini che svolazzano sul chiaro lastrico paiono confermarlo. 
 


Fa già molto caldo, e in quest'estate tutt'altro che tale nel resto d'Italia l'annotazione è per niente scontata. Già rispetto all'altro lato dello Stretto, ovvero la Calabria, la differenza si avverte distintamente. E dato che le cose assumono valore soprattutto in base al contesto in cui si trovano, ecco che con questo clima diventa impareggiabile a fine pomeriggio sorseggiare acqua, limone, soda e sciroppo di menta: e' il seltz (meglio: una delle sue versioni) bevanda tanto diffusa tra Acireale e Catania quanto sconosciuta nel resto dell'isola. La scopriamo alla Villa Belvedere, area verde di Acireale con balcone a vista mare, di nuovo aperta al pubblico da un paio di mesi dopo lunghi anni di oblio. La villa e' il capolinea della nostra passeggiata per il centro di questa città, florilegio di cose notevoli e inattese: una piazza dove cattedrale e duomo sono due edifici distinti e affiancati, un'altra dove all'imbrunire colori accesi di verdure e frutta esposte in strada prolungano la vivacità del mercato del pesce, a quell'ora dismesso ma sempre percepibile negli odori. E poi San Sebastiano, primo stupendo esempio di barocco siciliano eretto in pietra cosi' diversa da tutte le altre da ricordarci quanto visto e vissuto a Lecce. Gli affreschi di Paolo Vasta sono altra imprevista scoperta, al pari delle recenti innovazioni nell'arredo urbano (con il 'risucchio' di parte della sede stradale nella principale via Umberto a vantaggio di biciclette e dehors per i negozi), di un tessuto commerciale apparentemente vivo e molto assortito (macellerie in quantità, forni, gallerie 'arte, perfino rivendite specializzate in olii e altri liquidi per motori), e più in generale, di un colpo d'occhio su Acireale che risulta ben migliore rispetto alle nostre vaghe aspettative di partenza.
 




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