La straordinarietà della Giordania dunque, se c'è, è legata al fatto che riesce a metterti al cospetto di luoghi sacri per tre religioni distinte, nell'arco di pochi giorni o centinaia di chilometri; senza farti percepire il pericolo di questa distanze ravvicinate, come probabilmente invece succede nella vicina Israele. Alla fede Cristiana ti senti vicino come non mai a Betania, piuttosto che dall'altura del monte Nebo; A quella ebraica resti a distanza, ma ne percepisci la presenza soprattutto a Gadara, alla stessa Betania osservando l'altopiano di Gerusalemme; sul mar morto. La religione islamica ti sfiora continuamente, anche ti rimane sempre un po' imperscrutabile, se non altro per la difficoltà di accesso ai templi, ovvero alle moschee.
C'è un momento, prima o poi tuttavia, che la partecipazione a questo credo si manifesta vicino a te in piena suggestione. A noi è successo a Petra, all'interno di un templio, una caverna buia mentre tutto fuori era luce; la nostra guida ha raccolto la voce, ha intonato per alcuni lunghissimi secondi la melodia tipica del muezzin. Siamo rimasti senza parole. Così come all'alba dell'ultima notte ad Amman, alloggiati in un hotel di rimpetto ad una moschea: da quest'ultima ha iniziato a risuonare quel richiamo. E' stato uno dei risvegli più insoliti di sempre. Ma certo, anche dei più suggestivi.
(novembre 2007)
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